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ESTETICA & AGING
   
 

Eccessiva esposizione al sole. Dieta sregolata. Sigarette a volontà. Ritmi sonno veglia completamente alterati. Gli stravizi estivi si fanno sentire non solo sulla pelle, su cui compaiono significative macchie o rughe accentuate, ma sull'intero organismo.
Come riconoscere tempestivamente la condizione di squilibrio che ne deriva? Valutando lo stato di ossidazione del nostro corpo. Con un semplice esame del sangue e delle urine, oggi si può individuare la presenza di particolari molecole che, come le vitamine A, C, E, il betacarotene e i polifenoli, rappresentano un importante fattore protettivo antiossidante. Grazie a una speciale metodica, si possono infatti individuare alcuni enzimi la cui carenza favorisce la proliferazione dei radicali liberi.
Se ne sente tanto parlare, ma che cosa sono i radicali liberi? E perché sono così temibili? Si tratta di composti chimici instabili prodotti in presenza di ossigeno durante le reazioni di trasformazione di varie sostanze, per esempio i lipidi. A causa della loro instabilità, i radicali attaccano qualsiasi cellula danneggiandone anche il Dna. E le mutazioni cellulari che provocano possono, a lungo andare, far sorgere anche gravi patologie. Un esempio per tutti è rappresentato dal danno cellulare, prodotto dall'eccesso di radicali liberi, che può accelerare i processi di aterosclerosi.
I radicali liberi, non contrastati da una sufficiente barriera antiossidante, favoriscono infatti i pericolosi depositi di colesterolo cattivo Ldl nelle pareti delle arterie. Ma non solo. Anche artrite, osteoporosi, diabete e persino i tumori hanno come concausa un'aumentata produzione di questi misteriosi composti che sono alla base di tutti i processi di invecchiamento cellulare. E sembrano coinvolti anche in malattie come ii Parkinson e lAlzheimer.
Tenere sotto controllo le molecole destabilizzanti rappresenta allora il primo passo per prevenire terribili malattie. E per migliorare l'efficacia delle eventuali cure. Tenendo conto del fatto che molti farmaci, soprattutto chemioterapici, aumentano a quota di radicali liberi. Ecco allora la necessità di controbilanciare la situazione. Come? Per iniziare, con una dieta equilibrata che contenga vitamine e composti antiossidanti: frutta, verdura, olio d'oliva, legumi, cereali. E se ciò non bastasse si può ricorrere anche agli integratori la cui assunzione non deve, però, essere casuale. Occorre infatti individuare le carenze nutrizionali di ciascuno e integrarle con apposite sostanze.
L'assunzione indiscriminata di integratori può provocare danni. Un test mirato potrebbe allora essere di grande aiuto per ottimizzare la terapia. E, per un'analisi più approfondita, si può aggiungere un esame completo del dosaggio ormonale. Ormoni come il Dhea e la melatonina, per esempio, hanno una spiccata attività antiossidante. Non a caso vengono denominati "ormoni antietà": combattono lo stress ossidativo che invecchia e sfianca le cellule, soprattutto quelle del sistema nervoso.


 
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